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Gli Incentivi Statali per il Mini Eolico

La Tariffa Omnicomprensiva

Tariffa Omnicomprensiva

Il D.M. del 06 luglio 2012 ha introdotto un incentivo statale per gli impianti eolici connessi alla rete elettrica di distribuzione con potenza compresa tra 1 e < 5000 kW (tariffa fissa onnicomprensiva) a partire dal 1° gennaio 2013.
Tale incentivo viene erogato dal Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) per una durata di 20 anni. L’incentivo viene calcolato moltiplicando la tariffa spettante per i kWh prodotti ed immessi in rete con esclusione dell'energia consumata diversamente del fotovoltaico quale incentiva anche l'energia consumata.
Al termine dei 20 anni l’energia prodotta potrà essere venduta, sul mercato elettrico o più semplicemente al GSE tramite il meccanismo del Ritiro dedicato.

La nuova tabella delle tariffe incentivanti:

TipologiaPotenzaVITA UTILE
degli
IMPIANTI
Tariffa
Incentivante
Base
  kW Anni €/MWh
On Shore 1<P≤20 20 291
20<P≤200 20 268
200<P≤1000 20 149
1000<P≤5000 20 135
P>5000 20 127
Off Shore*
1<P≤5000 25 176
P>5000 25 165

* Impianti realizzati in mare aperto


Estratto del Decreto Ministeriale 6 luglio 2012 Incentivi per energia da fonti rinnovabili elettriche non fotovoltaiche

(Finalità)

1. Il presente decreto ha la finalità di sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili attraverso la definizione di incentivi e modalità di accesso semplici e stabili, che promuovano l'efficacia, l'efficienza e la sostenibilità degli oneri di incentivazione in misura adeguata al perseguimento dei relativi obiettivi, stabiliti nei Piani di azione per le energie rinnovabili di cui all'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo n. 28 del 2011.

Art. 3

(Oggetto e ambito di applicazione)

1. Il presente decreto stabilisce le modalità di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti, alimentati da fonti rinnovabili diverse da quella solare fotovoltaica, nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, oggetto di intervento di potenziamento o di rifacimento, aventi potenza non inferiore a 1 kW e che entrano in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2012.

Art. 4

(Accesso ai meccanismi di incentivazione)

Comma 3. Non sono soggetti alle procedure di cui ai commi 1 e 2 ed accedono direttamente ai meccanismi di incentivazione di cui al presente decreto:

a) gli impianti eolici e alimentati dalla fonte oceanica di potenza fino a 60 kW;

Art. 7

(Modalità di determinazione delle tariffe incentivanti e degli incentivi)

1. Fatto salvo quanto previsto all'articolo 30, per i nuovi impianti che entrano in esercizio nell'anno 2013, il valore delle tariffe incentivanti è individuato, per ciascuna fonte, tipologia di impianto e classe di potenza, dall'Allegato 1. Per i medesimi impianti che entrano in esercizio negli anni successivi, il valore delle tariffe incentivanti base indicate nella Tabella 1.1 dell'Allegato 1 è decurtato del 2% all'anno, con arrotondamento commerciale alla terza cifra decimale, fatto salvo quanto previsto al comma 4 dell'articolo 3. La predetta decurtazione non si applica alle tipologie per le quali, nell'anno precedente, la potenza complessivamente assegnata tramite le procedure di aste e registro, resa nota dal GSE sul proprio sito internet, sia inferiore all'80% rispetto alle quantità rese disponibili per l'anno.
4. Ferme restando le determinazioni dell'Autorità in materia di dispacciamento, per gli impianti di potenza fino a 1 MW, il GSE provvede, ove richiesto, al ritiro dell'energia elettrica immessa in rete, erogando, sulla produzione netta immessa in rete, una tariffa incentivante omnicomprensiva, determinata, in relazione alla fonte, alla tipologia dell'intervento e alla potenza dell'impianto, sulla base dell'Allegato 1 e delle altre pertinenti disposizioni del presente decreto.
8. In tutti i casi la tariffa incentivante di riferimento è quella vigente alla data di entrata in esercizio dell'impianto, fermo restando che il GSE provvede alle conseguenti erogazioni a decorrere dalla data di entrata in esercizio commerciale. Agli impianti diversi da quelli di cui all'articolo 4, comma 3, che risultino entrati in esercizio in data antecedente alla data di chiusura del periodo di presentazione delle domande di partecipazione alle procedure di registri o asta in cui risultino ammessi in posizione utile, viene attribuita la tariffa vigente alla data di chiusura del predetto periodo.

Art. 21

(Richiesta di accesso ai meccanismi di incentivazione)

1. Entro 30 giorni solari dalla data di entrata in esercizio dell'impianto, caricata dal gestore di rete su GAUDI', il soggetto responsabile è tenuto a far pervenire al GSE la documentazione indicata in allegato 3. Il GSE, verificato il rispetto delle disposizioni del presente decreto, assicura al soggetto responsabile entro novanta giorni dalla data di ricevimento della medesima richiesta la stipula del contratto di cui all'articolo 21, comma 6 e l'erogazione dell'incentivo spettante, al netto dei tempi imputabili al medesimo soggetto responsabile o ad altri soggetti interpellati dal GSE in applicazione della legge 12 novembre 2011, n. 183, ovvero agli operatori coinvolti nel processo di caricamento e validazione dei dati su GAUDI'. Nelle more della piena operatività del sistema GAUDI' e delle relativa interoperabilità con il portale per la gestione degli incentivi, fissata dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas, il GSE adotta soluzioni transitorie per l'acquisizione dei dati già presenti su GAUDI' direttamente dai soggetti richiedenti gli incentivi, informandone, preventivamente, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas e il Ministero dello sviluppo economico.
2. I soggetti che richiedono l'accesso ai meccanismi di incentivazione di cui al presente decreto devono corrispondere al GSE un contributo per le spese di istruttoria. Il contributo è pari alla somma di una quota fissa, stabilita in 100 euro, più una quota variabile sulla base della potenza dell'impianto, come di seguito indicata:
a) 80 € per gli impianti di potenza superiore a 50 kW e non superiore a 200 kW;
b) 500 € per gli impianti di potenza superiore a 200 kW e non superiore a 1 MW;
c) 1320 € per gli impianti di potenza superiore a 1 MW e non superiore a 5 MW;
d) 2200 € per gli impianti di potenza superiore a 5 MW.
3. Il contributo di cui al comma 2 è dovuto:
a) alla richiesta di iscrizione al registro o di partecipazione alla procedura d'asta;
b) all'atto della richiesta delle tariffe incentivanti nei casi diversi dalla lettera a).
4. In caso di impianti iscritti nel registro o nella graduatoria della procedura d'asta in posizione non utile, il contributo di cui al comma 2 non è dovuto qualora per il medesimo impianto sia effettuata richiesta di iscrizione a successivi registri ovvero di partecipazione ad aste successive.
5. Per la copertura degli oneri di gestione, verifica e controllo in capo al GSE, i soggetti che, a qualsiasi titolo, accedono ai meccanismi di incentivazione per la produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico, anche già in esercizio e con eccezione degli impianti ammessi al provvedimento Cip 6/92, sono tenuti, a decorrere dal 1 gennaio 2013, a corrispondere allo stesso GSE, anche mediante compensazione degli incentivi spettanti, un contributo di 0,05 c€ per ogni kWh di energia incentivata.
6. Le modalità di corresponsione dei contributi di cui ai commi 2 e 5 sono precisate dal GSE nell'ambito delle procedure applicative di cui all'articolo 24, comma 1.
7. I soggetti beneficiari degli incentivi di cui al presente decreto devono assolvere gli eventuali obblighi in materia fiscale, ove previsti.

Art. 22

(Erogazione degli incentivi e delle tariffe incentivanti per gli impianti che entrano in esercizio ai sensi del presente decreto)

1. Fatto salvo l'articolo 20, successivamente alla data di prima erogazione di cui all'articolo 21, comma 1, il GSE provvede mensilmente, ovvero con cadenza superiore al mese laddove mensilmente maturino importi inferiori a soglie definite nelle procedure applicative di cui all'articolo 24, comma 1, alla liquidazione degli importi dovuti in applicazione del presente decreto, sulla base delle misurazioni trasmesse dai gestori di rete.

Art. 29

(Cumulabilità di incentivi)

1. I meccanismi di incentivazione di cui al presente decreto non sono cumulabili con altri incentivi pubblici comunque denominati, fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 26 del decreto legislativo n. 28 del 2011.

Scarica il testo integrale del Decreto Ministeriale 6 luglio 2012 (File .PDF 487kB)

Detrazione fiscale 50% per il risparmio energetico e ristrutturazione edilizia

Detrazione fiscale 50% per il risparmio energetico e ristrutturazione edilizia

Potete ottenere una detrazione fiscale Irpef del 50% in dieci anni dell'importo pagato per acquistare una nuova stufa o camino, se i lavori effettuati rientrano in un progetto di risparmio energetico o di ristrutturazione edilizia.

Attenzione, questa agevolazione è pari al 50% solo fino al 31/12/16, salvo eventuali proroghe.

La detrazione si Riduce al 36% nel caso di cumulabilità con la Tariffa Omnicomprensiva (Eolico) per turbine fino a 20KW installate presso abitazioni residenziali

Il commercialista vi chiederà una dichiarazione del produttore per certificare che la stufa o il camino che avete acquistato rientri nell'incentivo.

NOTA: Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale da cui risultino:

causale del versamento

codice fiscale del soggetto che paga

codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Iva agevolata su interventi di recupero del patrimonio edilizio

Con la Legge 23/12/1999 n. 488 all'art. 7 comma 1 lett. B) è stata introdotta l'aliquota agevolata del 10% sulle prestazioni e interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all'art. 31 1° comma lett. a), b) (manutenzione ordinaria e straordinaria), salvo per alcuni beni significativi individuati dal D.M. 29/12/1999 (fra cui le caldaie). Tale previsione è diventata a tempo illimitato con Legge 23/12/2009 n. 191 art. 2 comma 11.

Risulta chiaro pertanto che sulle cessioni con posa in opera di caminetti e/o stufe si applica l'aliquota IVA del 10% sul valore della prestazione, degli accessori e sul valore del bene pari al valore della prestazione e degli accessori stessi

Scambio sul Posto

Lo Scambio sul Posto

Lo scambio sul posto (net metering), regolato dalla Delibera 570/2012/R/efr, è un meccanismo che permette ai produttori di energia da fonti rinnovabili, come l’eolico, di utilizzare la rete nazionale come magazzino virtuale per l’energia prodotta e non immediatamente auto consumata per utilizzarla in un secondo momento

Esso riguarda quindi l’energia immessa e quella prelevata, mentre la parte di energia prodotta e istantaneamente consumata non entra in gioco e non condiziona il meccanismo. Ogni trimestre verrà poi calcolato il bilancio tra energia prodotta e quella consumata: se il bilancio è negativo verrà addebitato in bolletta, se è positivo l’utente avrà un credito sulle fatturazioni future.Possono accedere allo scambio sul posto impianti eolici con potenza non superiore ai 200 kw di potenza

Precisiamo che il sistema dello scambio sul posto, regolato dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), è un meccanismo per valorizzare ulteriormente l’energia prodotta dal tuo impianto. Ulteriormente perché, ricordiamolo, la prima e più significativa fonte di valorizzazione dell’energia prodotta è l’auto consumo immediato, istantaneo. La quota di energia auto consumata non passa dal contatore bidirezionale, ma solo dal contatore di produzione, per passare direttamente al servizio della tua utenza. Questo passaggio “diretto” bypassa l’utilizzo della rete elettrica del gestore, evita quindi le spese ad esso connesse e le spese di prelevamento associate alla bolletta elettrica. Per accedere al meccanismo dello scambio sul posto basta che il titolare dell’impianto eolico sottoscriva, attraverso il portale del Gse (Gestore dei servizi energetici), un contratto, presentando apposita richiesta entro 60 giorni dall’entrata in esercizio dell’impianto stesso. Verrà stipulato, dunque, un accordo con il Gse per la regolamentazione dello scambio sul posto, che avrà durata annuale solare ed è tacitamente rinnovabile.

Esclusione imu tasi

Esclusi da Imu e Tasi gli aerogeneratori e impianti Fotovoltaici integrati

Dal 1° gennaio 2016, nel processo estimativo, per esempio, di industrie, centrali o stazioni elettriche, non saranno più inclusi le turbine, gli aerogeneratori, i grandi trasformatori, gli altoforni, così come tutti gli impianti che costituiscono le linee produttive presenti nell’unità immobiliare, indipendentemente dalle loro tipologia, rilevanza dimensionale o modalità di connessione.

Del pari, sono esclusi dalla stima i pannelli fotovoltaici, ad eccezione di quelli integrati sui tetti e nelle pareti della struttura che non possono essere smontati senza rendere inutilizzabile la copertura o la parete cui sono connessi.

Lo ha chiarito l'Agenzia delle Entrate con la circolare 2/E del 1° febbraio 2016. La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto novità in tema di determinazione della rendita catastale dei fabbricati di categoria D ed E, ovvero le unità immobiliari urbane a destinazione speciale e particolare: escono dal calcolo della rendita catastale i macchinari, i congegni, le attrezzature ed altri impianti funzionali ad uno specifico processo produttivo, ovvero i cosiddetti “imbullonati”.

La circolare precisa che per le unità già censite è possibile presentare atti di aggiornamento, non connessi alla realizzazione di interventi edilizi sul bene, solo per rideterminare la rendita catastale, escludendo dalla stessa eventuali componenti impiantistiche che, secondo i nuovi criteri, non sono più oggetto di stima diretta.

COSA CAMBIA

In pratica, d’ora in avanti, per gli immobili a destinazione speciale e particolare, la stima diretta si effettuerà tenendo conto del suolo, delle costruzioni e degli elementi strutturalmente connessi (come impianti elettrici e di areazione, ma anche ascensori, montacarichi, scale mobili), senza più considerare i macchinari, i congegni, le attrezzature e gli altri impianti funzionali al processo produttivo, che non conferiscono all’immobile un’utilità apprezzabile anche in caso di modifica dell’attività al suo interno. Con la nuova norma vengono quindi meno le criticità interpretative talora riscontrate nel processo tecnico-estimativo di determinazione della rendita dei fabbricati produttivi, grazie alla definizione univoca delle tipologie di macchinari e impianti escluse dalla stima diretta. La circolare specifica che la nuova disposizione non ha valore di interpretazione autentica ed esplica, pertanto, i suoi effetti solo a decorrere dal 1° gennaio 2016. È però possibile presentare atti di aggiornamento catastale per escludere eventuali componenti impiantistiche che, secondo i nuovi criteri, non fanno più parte della stima diretta. Se la dichiarazione di variazione viene presentata correttamente in catasto entro il 15 giugno 2016, la nuova rendita catastale avrà valore fiscale fin dal 1° gennaio 2016 per il calcolo dell’imposta municipale propria – IMU

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